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L’articolo spiega come gestire correttamente una stomia, dalla scelta di sacche di raccolta, placche e barriere cutanee fino all’uso degli accessori più utili. Approfondisce le principali tipologie di stomia, le procedure di applicazione e rimozione dei dispositivi e le strategie per proteggere la cute peristomale. Include anche consigli pratici per vita quotidiana, sport, igiene, assistenza SSN e gestione delle complicanze più comuni.

Gestione della stomia: placche, sacche e protezione della cute

In Italia oltre 70.000 persone convivono con una stomia. Si tratta di un’apertura chirurgica praticata sull’addome. Serve a consentire la fuoriuscita di feci o urine quando il percorso naturale è stato compromesso. Questa condizione cambia profondamente la quotidianità del portatore. Tuttavia, può essere gestita con autonomia e buona qualità di vita. Per riuscirci servono dispositivi per stomia adeguati, formazione corretta e supporto dello stomaterapista.

Scegliere le sacche di raccolta più adatte richiede attenzione. Lo stesso vale per la gestione della placca adesiva o barriera cutanea. È importante anche prevenire le irritazioni della cute peristomale e usare correttamente gli accessori per stomia. Questa guida offre una panoramica pratica e aggiornata sulla cura della stomia. Analizza le principali tipologie di dispositivi, le tecniche di applicazione e rimozione e le strategie per proteggere la cute peristomale.

⚠️ Disclaimer
Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere esclusivamente indicativo e divulgativo.Ogni decisione sui dispositivi per stomia deve essere presa con un professionista sanitario. Questo vale anche per presidi di raccolta, accessori e strategie di protezione della cute peristomale. Rivolgiti sempre allo stomaterapista, al chirurgo o al medico di riferimento. Non sostituire mai il parere di uno specialista con le informazioni trovate online. In presenza di complicanze della stomia o della cute peristomale, consultare sempre il professionista sanitario prima di modificare i prodotti utilizzati.

Cos’è una stomia e quali sono le principali tipologie

Definizione di stomia

Il termine stomia deriva da una parola greca che significa “bocca” o “apertura”. In ambito medico, la stomia indica un’apertura artificiale praticata sull’addome. Attraverso questa apertura viene fatto fuoriuscire un tratto intestinale o urinario. In questo modo è possibile eliminare feci o urina quando il percorso naturale è stato rimosso, bypassato o escluso temporaneamente. La stomia è priva di sfinteri e non può essere controllata volontariamente. Il portatore non può trattenere gli effluenti. Per questo è necessario usare un sistema di raccolta esterno, composto da sacca di raccolta e placca adesiva.

Stomia temporanea e stomia permanente

Le stomie possono essere temporanee o permanenti. Quelle temporanee vengono confezionate per 3 o 6 mesi, in attesa della guarigione del tratto interessato. In seguito possono essere rimosse con un secondo intervento, chiamato ricanalizzazione. Le stomie permanenti sono necessarie quando non è possibile ricostituire il transito naturale.

Colostomia, ileostomia e urostomia: differenze principali

In base alla sede anatomica dell’intervento si distinguono tre grandi tipologie di stomia:

  • Colostomia: è il tipo di stomia più frequente, rappresentando circa il 55% di tutte le stomie confezionate. Prevede l’abboccamento di una porzione del colon alla parete addominale. A seconda della porzione di intestino crasso coinvolta (colon ascendente, trasverso, discendente o sigmoideo) le feci che fuoriescono possono essere liquide, semiformate o solide. Le colostomie sigmoidi coinvolgono il tratto finale del colon. Producono feci più solide perché gran parte dell’acqua è già stata assorbita durante il percorso intestinale.
  • Ileostomia: rappresenta circa il 31% delle stomie e consiste nell’abboccamento del tratto terminale dell’intestino tenue alla parete addominale, escludendo l’intero colon. Gli effluenti dell’ileostomia sono liquidi o semiliquidi nelle prime settimane dopo l’intervento. Con il tempo tendono a ispessirsi. Restano però più acquosi e irritanti rispetto alle feci della colostomia. Contengono infatti enzimi digestivi che possono danneggiare la cute peristomale se non gestiti correttamente.
  • Urostomia: rappresenta circa il 14% delle stomie e consiste in una derivazione urinaria necessaria quando la vescica è stata rimossa o non funziona. L’urina viene convogliata all’esterno attraverso un condotto intestinale interposto (condotto ileale) o direttamente dagli ureteri, che vengono abboccati alla superficie cutanea. L’urostomia è quasi sempre permanente. Richiede sacche di raccolta specifiche, dotate di valvola antireflusso. Spesso è presente anche un raccordo per il drenaggio notturno a sacca da letto.

Il sistema di raccolta per stomia: componenti e funzionamento

Il sistema di raccolta per stomia è il complesso di dispositivi che consente al portatore di raccogliere gli effluenti in modo sicuro, igienico e discreto. Ogni sistema è composto da due elementi fondamentali: la barriera cutanea (detta anche placca adesiva o piastra) e la sacca di raccolta. Scegliere e gestire correttamente entrambi i componenti è fondamentale. Questo aiuta a prevenire complicanze cutanee e migliora il comfort quotidiano del portatore di stomia.

La placca stomia: la barriera cutanea

La barriera cutanea è chiamata anche placca stomia o piastra adesiva. È il componente del sistema di raccolta che aderisce direttamente alla cute peristomale, cioè alla pelle che circonda la stomia. Questa parte del presidio protegge la cute dagli effluenti. Mantiene in posizione la sacca di raccolta e incide sulla durata del sistema prima della sostituzione.

Materiali e caratteristiche delle placche per stomia

Le placche per stomia sono realizzate principalmente in idrocolloide. È un materiale adesivo biocompatibile, morbido e flessibile. Aderisce alla cute senza lasciare residui, resiste all’umidità e agli effluenti e si adatta ai movimenti del corpo.

Tipologie di placche per stomia

Le placche adesive si distinguono per diversi parametri:

  • Placche piane: le più diffuse, indicate per le stomie sporgenti rispetto al piano cutaneo (stomie estroflesse). Aderiscono in modo uniforme alla superficie addominale. Garantiscono una buona tenuta quando la stomia sporge abbastanza verso l’esterno. In questo modo gli effluenti vengono indirizzati nella sacca di raccolta senza contaminare la cute peristomale.
  • Placche convesse: sono indicate per stomie piane o retratte rispetto alla superficie cutanea. Si usano quando la stomia non sporge abbastanza per indirizzare correttamente gli effluenti nella sacca. La convessità della piastra adesiva esercita una leggera pressione sulla cute peristomale attorno alla stomia, favorendone l’estroflessione e migliorando la tenuta del sistema di raccolta. Devono essere sempre utilizzate su indicazione dello stomaterapista, poiché una convessità inappropriata può causare danni alla cute o complicanze ischemiche.
  • Placche ritagliabili: la placca adesiva ha un foro centrale da preparare su misura. Il foro deve seguire forma e dimensioni della stomia. Per farlo si usano gli strumenti di misurazione forniti con il dispositivo. Sono indicate nelle prime settimane dopo l’intervento. In questa fase la stomia è ancora in riduzione. Il processo si completa di solito entro 6 o 8 settimane dall’intervento.
  • Placche pretagliate: disponibili in una gamma standardizzata di misure, eliminano la necessità di ritagliare la barriera cutanea ad ogni cambio. Sono indicate quando la stomia ha raggiunto la sua dimensione definitiva e la forma è regolare e stabile nel tempo.
  • Placche modellabili: sono realizzate in un idrocolloide morbido e malleabile. Si adattano alla forma della stomia allargando il foro con le dita, senza usare forbici. Sono indicate per stomie irregolari o per portatori che hanno difficoltà nel ritaglio preciso della barriera cutanea.

Le sacche di raccolta per stomia: tipologie e caratteristiche

Come scegliere la sacca di raccolta più adatta

Le sacche di raccolta, comunemente dette sacche per stomia o sacche stomali, sono il contenitore che raccoglie gli effluenti. Sono disponibili in numerose varianti. Cambiano per modalità di svuotamento, presenza del filtro per i gas, dimensioni, trasparenza e materiali di rivestimento. La scelta della sacca di raccolta dipende da più fattori. I principali sono tipo di stomia, quantità e consistenza degli effluenti e stile di vita del portatore.

Sacche chiuse, drenabili e per urostomia

Le principali categorie di sacche di raccolta per stomia sono le seguenti:

  • Sacche chiuse: sacche monouso senza possibilità di svuotamento, da rimuovere e sostituire integralmente quando sono piene per circa un terzo della loro capacità. Sono indicate soprattutto per la colostomia sigmoide. In questo caso le feci sono solide e la frequenza di evacuazione è più prevedibile. Di solito si limita a uno o due episodi al giorno. Offrono massima discrezione e ingombro ridotto, in quanto il fondo chiuso è piatto e si adatta facilmente sotto i vestiti.
  • Sacche drenabili, o a fondo aperto: hanno un’apertura nella parte inferiore. L’apertura può essere chiusa con una clip o con un sistema integrato. Questo permette di svuotare il contenuto senza rimuovere la sacca dalla placca stomia. Sono la scelta obbligata per l’ileostomia, dove gli effluenti sono liquidi e continui. Sono indicate anche per colostomie ascendenti e trasverse con feci semi-formate.
  • Sacche per urostomia: sono dotate di una valvola antireflusso nella parte inferiore. La valvola impedisce all’urina raccolta di risalire verso la stomia. Spesso hanno anche un raccordo per collegare una sacca da letto di maggiore capienza. Alcune versioni hanno un rubinetto di scarico che consente lo svuotamento senza rimuovere la sacca di raccolta dall’addome. Sono sempre a fondo drenabile per consentire il drenaggio frequente dell’urina.
  • Sacche con filtro carboni attivi: dotate di un filtro integrato che consente la fuoriuscita dei gas intestinali deodorizzandoli prima che raggiungano l’esterno della sacca stomale. Riducono il rischio di gonfiamento della sacca causato dai gas. Sono particolarmente apprezzate dai portatori di colostomia. Migliorano discrezione e comfort nelle situazioni sociali.
  • Sacche opache o trasparenti: le sacche opache offrono maggiore discrezione perché nascondono il contenuto. Le sacche trasparenti permettono invece di controllare visivamente gli effluenti senza rimuovere il dispositivo.

Sistemi monopezzo e a due pezzi: quale scegliere

Differenza tra sistema monopezzo e sistema a due pezzi

La distinzione fondamentale nella classificazione dei presidi per stomia riguarda il rapporto tra la barriera cutanea e la sacca di raccolta: nei sistemi monopezzo i due elementi sono integrati e vengono rimossi e sostituiti insieme; nei sistemi a due pezzi la placca stomia e la sacca sono componenti separati che si agganciano tra loro attraverso un meccanismo di connessione. Questa distinzione ha implicazioni importanti sulla frequenza di sostituzione, sul trauma cutaneo da rimozione e sulla flessibilità gestionale del portatore.

Quando scegliere un sistema monopezzo

Nel sistema monopezzo la placca adesiva e la sacca di raccolta formano un’unica unità indivisibile. Quando la sacca è piena o necessita di sostituzione, l’intero presidio viene rimosso dalla cute e sostituito con uno nuovo. Questo sistema è generalmente più discreto, più piatto sull’addome e più adatto all’attività sportiva o alle situazioni in cui si desidera il massimo comfort fisico. È anche più semplice da applicare per chi è nelle prime fasi di apprendimento della gestione autonoma della stomia. Il suo principale limite è che ogni cambio della sacca di raccolta comporta anche la rimozione della barriera cutanea, con il conseguente trauma meccanico sulla cute peristomale da rimozione dell’adesivo.

Quando scegliere un sistema a due pezzi

Nel sistema a due pezzi la barriera cutanea rimane in sede sulla cute per un periodo più lungo (fino a 3 giorni per le urostomie e le ileostomie, fino a 72 ore per le colostomie), mentre la sacca di raccolta può essere sganciata e sostituita senza rimuovere la placca adesiva. Questo consente di ridurre significativamente il trauma cutaneo da rimozione ripetuta dell’adesivo, di cambiare la tipologia di sacca in base all’attività svolta (ad esempio utilizzando una sacca mini per fare sport e una sacca standard per il resto della giornata) e di eseguire il cambio della sacca in modo rapido anche in ambienti pubblici. Il meccanismo di aggancio può essere a flangia con click sonoro, che garantisce una conferma percettibile della corretta connessione, o adesivo, con un sistema di sovrapposizione degli strati adesivi.

Prodotti per stomia disponibili su medicalmarket.it

Sull’ecommerce medicalmarket.it trovi una selezione completa di sacche per stomia, placche e accessori per la gestione quotidiana. Puoi visitare la categoria dedicata ai prodotti per stomia di medicalmarket.it per trovare i presidi più adatti alla tua situazione. Di seguito alcuni prodotti specifici disponibili:

Come applicare e rimuovere il sistema di raccolta: procedura passo per passo

Perché la tecnica di cambio è importante

La corretta tecnica di applicazione e rimozione del sistema di raccolta è determinante per la prevenzione delle complicanze cutanee peristomali e per la durata del presidio. La maggior parte degli episodi di dermatite peristomale, infiltrazione degli effluenti e distacco prematuro della placca adesiva è riconducibile a errori nella procedura di cambio del dispositivo per stomia.

Materiali necessari per il cambio del sistema di raccolta

Prima di iniziare il cambio del presidio per stomia è fondamentale preparare tutto il materiale necessario e averlo a portata di mano, per evitare interruzioni che potrebbero compromettere la sterilità della procedura o la qualità dell’applicazione. Il kit per il cambio della sacca di raccolta comprende i seguenti elementi:

  • Il nuovo sistema di raccolta per stomia (sacca e placca, o sistema monopezzo) nella misura corretta, con il foro già ritagliato o modellato sulle dimensioni della stomia se non si utilizza una barriera cutanea pretagliata. Il foro della placca adesiva deve essere del diametro esatto della stomia, misurata con l’apposito strumento di misurazione incluso nella confezione, senza lasciare cute peristomale scoperta attorno alla stomia e senza sovrapporsi alla mucosa.
  • Rimuovi adesivo in spray o in salviette, indispensabile per sciogliere il legame tra la barriera cutanea e la cute senza esercitare trazione meccanica. L’uso del rimuovi adesivo è particolarmente importante per i portatori con cute fragile, anziani o per chi nota arrossamenti ricorrenti nella zona di applicazione della placca stomia.
  • Acqua tiepida, sapone isocutaneo con pH 5.5 o specifico per la cura della stomia, panno di carta morbido per la detersione della stomia e della cute peristomale. Non usare salviettine imbevute con alcol, prodotti cosmetici o creme idratanti sulla cute peristomale prima dell’applicazione del nuovo presidio: qualsiasi sostanza grassa o emolliente riduce l’adesione della barriera cutanea.
  • Gli accessori stomia eventualmente indicati dallo stomaterapista: pasta protettiva o anelli modellabili per livellare le irregolarità cutanee, polvere idrocolloide per assorbire l’eccesso di umidità, film protettivo in spray o salviette per creare una barriera tra la cute e l’adesivo della placca. Un sacchetto per lo smaltimento dei rifiuti, in quanto i dispositivi per stomia usati vanno smaltiti nei rifiuti indifferenziati.

Tecnica di rimozione del sistema di raccolta

La rimozione del sistema di raccolta per stomia deve essere sempre eseguita con delicatezza, evitando di tirare bruscamente la placca adesiva dalla cute. Applicare il rimuovi adesivo sotto il bordo della barriera cutanea con movimenti circolari graduali, procedendo da un lato e avanzando verso l’altro mentre si solleva lentamente la placca stomia. La cute deve essere tenuta ferma con la mano libera in direzione opposta al movimento di rimozione, esercitando una leggera controspinta che riduce la trazione sull’epidermide. Non strappare mai la placca adesiva verso l’alto perpendicolarmente all’addome: questa è la causa principale delle MARSI (lesioni cutanee correlate all’uso di adesivi medici) nella gestione della stomia.

Tecnica di applicazione del nuovo sistema di raccolta

Dopo aver rimosso il vecchio presidio per stomia, la prima operazione è la detersione della stomia e della cute peristomale. La stomia va pulita delicatamente con un panno di carta umido o con acqua tiepida, tamponando senza sfregare. La cute peristomale deve essere pulita, asciugata accuratamente e lasciata esposta all’aria per qualche minuto prima di procedere all’applicazione del nuovo sistema di raccolta. Una cute non perfettamente asciutta riduce l’adesione della barriera cutanea e aumenta il rischio di infiltrazione degli effluenti.

Se lo stomaterapista ha indicato l’uso di accessori stomia, questi vanno applicati nell’ordine corretto: prima il film protettivo sulla cute asciutta, poi la pasta sigillante o gli anelli modellabili intorno alla stomia per livellare le irregolarità, infine la barriera cutanea e la sacca di raccolta. La placca adesiva va applicata partendo dal basso, il più vicino possibile alla stomia, con movimenti dal centro verso l’esterno, senza lasciare pieghe o bolle d’aria che ridurrebbero l’adesione. Dopo l’applicazione, tenere la mano riscaldata sulla placca per qualche minuto: il calore corporeo favorisce l’attivazione dell’adesivo idrocolloide, migliorando la tenuta del dispositivo per stomia.

La protezione della cute peristomale: prevenire la dermatite

Cos’è la cute peristomale

La cute peristomale è la zona di pelle che circonda la stomia ed è direttamente esposta al rischio di contatto con gli effluenti in caso di infiltrazione o distacco della barriera cutanea. La dermatite peristomale è la complicanza cutanea più frequente nei portatori di stomia: si manifesta con arrossamento, dolore, prurito, erosione e talvolta ulcerazione della cute attorno alla stomia, e può compromettere significativamente l’adesione del sistema di raccolta, creando un circolo vizioso di infiltrazioni e peggioramento della lesione cutanea.

Cause più comuni della dermatite peristomale

Le cause più comuni di dermatite peristomale sono il contatto prolungato della cute con gli effluenti per infiltrazione sotto la barriera cutanea, la rimozione traumatica ripetuta della placca adesiva, la reazione allergica o irritativa ai materiali del presidio o agli accessori utilizzati, e la macerazione da umidità eccessiva sotto l’adesivo.

Come prevenire irritazioni e infiltrazioni

Le strategie di prevenzione più efficaci sono:

  • Ritagliare il foro della placca adesiva con precisione sulle dimensioni esatte della stomia, senza lasciare aree di cute peristomale scoperta attorno all’apertura. Anche pochi millimetri di cute esposta agli effluenti sono sufficienti per innescare un’irritazione cutanea significativa, soprattutto nelle ileostomie dove gli effluenti contengono enzimi digestivi altamente irritanti.
  • Sostituire la barriera cutanea non appena si osservano segni di infiltrazione degli effluenti sotto la placca, senza aspettare il termine del tempo di permanenza previsto. Le infiltrazioni si riconoscono visivamente dal rigonfiamento e dall’opacizzazione della barriera idrocolloide nella zona interessata. Il sistema di raccolta dovrebbe rimanere in sede almeno 48 ore per le urostomie e le ileostomie e almeno 72 ore per le colostomie, per ridurre i traumi da rimozione ripetuta, ma deve essere cambiato prima se ci sono infiltrazioni.
  • Utilizzare il film protettivo in spray o in salviette prima di applicare la barriera cutanea, soprattutto in presenza di cute molto sensibile o già irritata. Il film protettivo crea una sottile pellicola siliconica sulla cute che funge da barriera tra l’epidermide e l’adesivo della placca stomia, riducendo il trauma da rimozione e proteggendo dalla dermatite da contatto.
  • Applicare la polvere idrocolloide sulla cute peristomale umida o leggermente irritata, rimuovendo l’eccesso soffiando delicatamente prima di posizionare il presidio. La polvere assorbe l’umidità residua sulla cute peristomale, migliorando l’adesione della barriera cutanea e riducendo il rischio di macerazione. Va utilizzata solo su cute bagnata o umida e sospesa appena la cute torna asciutta e integra.

Gli accessori stomia: pasta sigillante, anelli, rimuovi adesivo e cintura

Il corretto utilizzo degli accessori stomia è un aspetto spesso sottovalutato nella gestione quotidiana della stomia, ma può fare una differenza significativa nella prevenzione delle complicanze cutanee e nella sicurezza del sistema di raccolta. Gli accessori per stomia non sono intercambiabili tra marche diverse: la cintura di un produttore non è compatibile con le sacche di un altro, e la pasta protettiva di una marca può avere caratteristiche diverse rispetto a quella di un’altra. Lo stomaterapista indicherà quali prodotti sono più indicati per la situazione specifica del paziente.

Pasta sigillante e anelli modellabili

La pasta protettiva per stomia, detta anche pasta sigillante o pasta riempitiva, è un prodotto a base di idrocolloide con consistenza morbida e modellabile che viene applicato intorno alla giunzione muco-cutanea (il punto di incontro tra la mucosa della stomia e la cute peristomale) per livellare le irregolarità della superficie addominale, riempire cicatrici o pliche cutanee e migliorare l’aderenza della barriera cutanea. Va applicata in piccola quantità, indicativamente l’equivalente di una nocciola su un dito inumidito, stendendola uniformemente attorno alla stomia. Non ha funzione idratante e non va usata in eccesso: la sua funzione è livellare e sigillare, non fare da collante aggiuntivo.

Gli anelli modellabili sono dispositivi preformati a cerchio in materiale idrocolloide flessibile che svolgono la stessa funzione della pasta, con il vantaggio di essere più semplici da applicare e di poter essere sagomati con le dita in modo più preciso per adattarsi alle irregolarità cutanee specifiche di ogni portatore. La loro capacità assorbente li fa gonfiare nel tempo, sigillando progressivamente il contorno della stomia e prevenendo le infiltrazioni degli effluenti.

Film protettivo e rimuovi adesivo

Il film protettivo per stomia è disponibile in formato spray o in salviette imbevute e crea una sottile pellicola siliconica sulla cute peristomale prima dell’applicazione della barriera cutanea. Protegge la cute dalle irritazioni causate dall’adesivo della placca stomia e dagli eventuali effluenti, riduce il trauma da rimozione della barriera cutanea e ha una leggera azione lenitiva in caso di cute arrossata. È privo di alcol, ipoallergenico e può essere applicato anche su cute irritata o leggermente lesionata. Va usato dopo l’igiene peristomale, non in sostituzione di essa.

Il rimuovi adesivo per stomia, disponibile anch’esso in spray o salviette, è il prodotto che facilita la separazione atraumatica della barriera cutanea dalla pelle. Scioglie il legame tra l’adesivo idrocolloide e l’epidermide senza richiedere trazione meccanica, riducendo significativamente il rischio di lesioni da strappo e il dolore durante il cambio del sistema di raccolta. È particolarmente indicato per i portatori di stomia con cute fragile, per gli anziani e per chi nota frequenti arrossamenti o microlesioni nella zona di applicazione della placca adesiva.

Cintura addominale e strisce idrocolloidali

La cintura addominale per stomia è un supporto elastico che si aggancia alla sacca di raccolta o alla placca stomia tramite appositi ganci, offrendo una sicurezza aggiuntiva nella tenuta del sistema di raccolta. È particolarmente indicata per i portatori di ileostomia e urostomia, dove gli effluenti non solidi e il peso della sacca piena tendono a trazionare il dispositivo verso il basso aumentando il rischio di distacco. Ogni cintura è compatibile solo con le sacche del produttore corrispondente: è fondamentale verificare la compatibilità prima dell’acquisto.

Le strisce idrocolloidali, dette anche estensori di flangia, sono strisce o lunette in materiale idrocolloide che si applicano sul bordo esterno della barriera cutanea per aumentarne la superficie adesiva e migliorarne la tenuta, soprattutto in zone addominali soggette a movimenti e piegature. Hanno anche un’azione protettiva sulla cute sottostante, riducendo l’incidenza di dermatiti da contatto nella zona di bordo della placca adesiva.

La gestione della stomia in situazioni particolari

La vita quotidiana del portatore di stomia non deve essere limitata nelle attività principali, ma alcune situazioni richiedono attenzioni specifiche nella scelta e nella gestione dei presidi per stomia. Lo stomaterapista è il professionista di riferimento per ottenere indicazioni personalizzate su come affrontare le situazioni più comuni.

Doccia e bagno con la stomia

Il portatore di stomia può fare la doccia sia con il sistema di raccolta in sede che senza, dopo aver rimosso il dispositivo per stomia. In entrambi i casi l’acqua non danneggia la mucosa della stomia, che è insensibile ai normali stimoli fisici e al contatto con l’acqua. Se si preferisce fare la doccia con il sistema di raccolta, è consigliabile chiudere il fondo della sacca drenabile con la clip prima di entrare in doccia e asciugare con cura la barriera cutanea dopo, tamponando delicatamente senza sfregare, per evitare che l’umidità residua riduca l’adesività della placca stomia. Evitare l’uso di ammorbidenti o saponi in barra sul bordo della barriera cutanea.

Attività sportiva con la stomia

Lo sport è generalmente compatibile con la presenza di una stomia, con alcune accortezze specifiche. Per l’attività fisica è consigliabile utilizzare sacche monopezzo più piatte e compatte, eventualmente di dimensioni ridotte (mini sacche), che si adattano meglio ai movimenti e sono meno visibili sotto l’abbigliamento sportivo. La cintura addominale per stomia offre una maggiore sicurezza nella tenuta del sistema durante gli sport con contatto o con movimenti bruschi. Consultare sempre lo stomaterapista o il chirurgo prima di riprendere attività sportive impegnative, soprattutto nei mesi immediatamente successivi all’intervento.

I presidi per stomia e il Servizio Sanitario Nazionale

In Italia, i dispositivi per stomia (sacche di raccolta, barriere cutanee e una selezione di accessori stomia) sono erogati a carico del Servizio Sanitario Nazionale per i pazienti stomizzati, sulla base di quanto previsto dal Nomenclatore Tariffario dei dispositivi medici. Il medico prescrittore o lo stomaterapista della struttura ospedaliera dove è stato eseguito l’intervento indicheranno i presidi erogabili e la modalità di richiesta e ritiro (in farmacia convenzionata, in ospedale o al domicilio). Per i prodotti non coperti dalla fornitura SSN o per chi acquista autonomamente, i dispositivi per stomia classificati come dispositivi medici di Classe I sono detraibili fiscalmente al 19% nella dichiarazione dei redditi, sulla parte eccedente la franchigia vigente.

Domande frequenti sulla gestione della stomia

Ogni quanto va cambiata la placca stomia?

La barriera cutanea del sistema a due pezzi dovrebbe rimanere in sede almeno 48 ore per le urostomie e le ileostomie e almeno 72 ore per le colostomie, per minimizzare i traumi da rimozione ripetuta sulla cute peristomale. Il tempo massimo di permanenza consigliato è generalmente di 3 giorni, ma può variare in base al prodotto utilizzato e alle caratteristiche della cute del portatore. Va sempre cambiata prima della scadenza se si osservano segni di infiltrazione degli effluenti o di deterioramento della barriera.

Cosa fare se la sacca di raccolta si gonfia di gas?

Il gonfiamento della sacca per stomia è causato dall’accumulo dei gas intestinali ed è un fenomeno normale, soprattutto nelle ileostomie e nelle colostomie. Le sacche dotate di filtro a carboni attivi consentono la fuoriuscita e la deodorizzazione dei gas riducendo il gonfiamento. Per le sacche drenabili senza filtro, lo svuotamento dei gas può essere eseguito aprendo il fondo della sacca e lasciando uscire l’aria. Un cambiamento nella frequenza di produzione di gas può essere correlato alla dieta: alcuni alimenti (legumi, cavoli, birra, bevande gassate) aumentano la produzione di gas intestinali.

La stomia fa male?

La mucosa della stomia è priva di terminazioni nervose sensitive: non percepisce il dolore al tatto, al contatto con gli effluenti o durante le normali procedure di igiene e cambio del presidio. Un eventuale dolore o bruciore nella zona della stomia non proviene dalla mucosa stessa ma dalla cute peristomale circostante, che può essere irritata dagli effluenti, dall’adesivo della placca o da complicanze come la dermatite peristomale. Qualsiasi dolore persistente nella zona della stomia deve essere valutato dallo stomaterapista o dal chirurgo di riferimento.

Si può fare il bagno in piscina o al mare con la stomia?

Sì, il nuoto e il bagno in piscina o al mare sono compatibili con la presenza di una stomia. Le barriere cutanee in idrocolloide di qualità sono resistenti all’acqua se correttamente applicate e con i bordi integri. Prima di entrare in acqua è consigliabile verificare che la placca adesiva aderisca perfettamente su tutta la circonferenza e svuotare la sacca di raccolta. Per le attività acquatiche prolungate sono disponibili mini sacche specificamente progettate per essere più discrete e meno ingombranti sotto il costume da bagno.

Come smaltire correttamente i dispositivi per stomia usati?

Le sacche di raccolta e le placche stomia usate devono essere smaltite nei rifiuti indifferenziati, non nella raccolta differenziata. È buona pratica ripiegare la sacca su sé stessa con la parte contenente gli effluenti all’interno e inserirla in un sacchetto per rifiuti chiuso prima di smaltirla, per ragioni igieniche e di rispetto degli altri. Non buttare mai i presidi per stomia nel water, in quanto possono causare ostruzioni delle tubature.

Cosa fare se la barriera cutanea si stacca prematuramente?

Il distacco prematuro della placca stomia può essere causato da una cute non completamente asciutta al momento dell’applicazione, da un ritaglio del foro non preciso, dalla presenza di irregolarità cutanee non compensate con la pasta sigillante, da sudorazione eccessiva o da movimenti bruschi nelle prime ore dopo l’applicazione. In caso di distacco, pulire accuratamente la cute e la stomia, asciugare bene e applicare un nuovo sistema di raccolta seguendo la procedura corretta. Se il distacco avviene frequentemente, è necessario rivalutare la scelta del sistema di raccolta con lo stomaterapista.

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