Al termine di un intervento chirurgico, la cura della ferita non si esaurisce in sala operatoria. La gestione della medicazione post operatoria è fondamentale dopo un intervento chirurgico. Aiuta la guarigione, previene le infezioni e migliora la qualità della cicatrice finale. Nonostante la sua importanza, la gestione domiciliare della ferita chirurgica viene spesso sottovalutata. Indicazioni scorrette o prodotti non adatti possono rallentare la cicatrizzazione e danneggiare la cute perilesionale.
Questa guida spiega come gestire correttamente una medicazione post operatoria a domicilio. Troverai informazioni sulla guarigione, sulla scelta del presidio chirurgico e sulla rimozione atraumatica. Troverai anche informazioni sui segnali che devono spingere a contattare il medico e sui prodotti più indicati per ogni fase del recupero.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere esclusivamente indicativo e divulgativo. Qualsiasi decisione relativa alla gestione, alla scelta e alla sostituzione di una medicazione post operatoria deve essere presa in accordo con il chirurgo, il medico di medicina generale o l’infermiere che ha in carico il paziente. Non sostituire mai le istruzioni ricevute alla dimissione con informazioni trovate online. In caso di dubbi sulla ferita chirurgica o sulla medicazione in uso, contattare sempre il professionista sanitario di riferimento.
Le fasi della guarigione di una ferita chirurgica
Per comprendere perché la scelta della medicazione della ferita chirurgica sia così importante, è necessario conoscere il processo biologico che governa la cicatrizzazione. La guarigione di una ferita chirurgica richiede tempo. Il processo si sviluppa in tre fasi diverse, ognuna con esigenze specifiche di protezione e traspirazione.
Fase infiammatoria
La fase infiammatoria inizia subito dopo l’intervento e dura circa 3–5 giorni. In questo periodo aumentano permeabilità capillare, essudato e attività del sistema immunitario. L’essudato è un elemento fisiologico importante. Trasporta fattori di crescita, cellule riparatrici e proteine utili alla guarigione. La medicazione post operatoria in questa fase deve assorbire l’essudato senza lasciare la ferita troppo secca, proteggere dalla contaminazione batterica e consentire una minima traspirazione della cute sottostante.
Fase proliferativa
Tra il quinto e il ventesimo giorno circa, la ferita entra nella fase proliferativa, caratterizzata dalla formazione del tessuto di granulazione, dalla neovascolarizzazione e dall’inizio della riepitelizzazione dei margini della ferita. In questa fase il volume dell’essudato si riduce progressivamente e la ferita inizia a chiudersi. Il presidio chirurgico deve mantenere un ambiente umido controllato. In questo modo favorisce la riepitelizzazione senza provocare macerazione.
Fase di rimodellamento
La terza e ultima fase, che può durare fino a due anni dall’intervento, è quella del rimodellamento del collagene e della maturazione della cicatrice. Le fibre di collagene si riorganizzano progressivamente. Questo aumenta la resistenza del tessuto cicatriziale. In questa fase la medicazione avanzata, se ancora necessaria, ha principalmente una funzione protettiva e di stabilizzazione meccanica della cicatrice.
Guarigione per prima e per seconda intenzione
Un aspetto fondamentale nella scelta della medicazione della ferita chirurgica è la modalità di guarigione prevista. Le ferite chirurgiche pulite guariscono per prima intenzione. I margini vengono uniti con suture, punti metallici o colla chirurgica. In questi casi la medicazione post operatoria ha principalmente la funzione di proteggere la sutura da contaminazioni esterne, assorbire l’essudato delle prime ore e stabilizzare meccanicamente i bordi della ferita.
Quando invece i margini della ferita non possono essere avvicinati per perdita di tessuto, infezione o necessità di drenaggio, la guarigione avviene per seconda intenzione, dal basso verso l’alto, attraverso la formazione progressiva di tessuto di granulazione. Questo tipo di guarigione richiede medicazioni avanzate specifiche, tempi più lunghi e una gestione professionale più intensiva, generalmente affidata al personale infermieristico domiciliare o ambulatoriale.
Traspirazione e ambiente umido: due concetti complementari, non opposti
Uno degli argomenti più fraintesi nella gestione della medicazione post operatoria è il rapporto tra traspirazione della cute e mantenimento dell’ambiente umido della ferita. Molti considerano traspirazione e ambiente umido come concetti opposti. In realtà entrambi sono fondamentali per la guarigione. In realtà, la medicina delle ferite moderna ha chiarito che traspirazione e umidità controllata non solo non si escludono, ma sono entrambe necessarie per una guarigione ottimale.
La traspirazione permette alla medicazione di far uscire il vapore acqueo dalla cute. Questo evita ristagni di umidità sotto il presidio. Un ambiente eccessivamente umido, privo di qualsiasi scambio gassoso, favorisce la macerazione della cute perilesionale, aumenta il rischio di proliferazione batterica e compromette la resistenza dell’adesivo. Al contrario, un ambiente troppo secco rallenta la migrazione delle cellule epiteliali, favorisce la formazione di croste e aumenta il dolore al cambio della medicazione avanzata.
Le moderne medicazioni in poliuretano semipermeabile offrono una soluzione equilibrata. Permettono il passaggio del vapore acqueo ma bloccano liquidi e batteri.
Le principali tipologie di medicazione post operatoria
Oggi il mercato offre molti presidi di copertura chirurgica. Ogni prodotto ha caratteristiche diverse in base alla ferita e alla fase di guarigione. Il chirurgo o l’infermiere indicheranno il tipo di prodotto più indicato per la situazione specifica.
Medicazioni in film trasparente (pellicola in poliuretano)
Le medicazioni in pellicola di poliuretano sono chiamate anche film trasparenti. Si tratta di membrane adesive sottili che proteggono la ferita chirurgica. La trasparenza consente di controllare la ferita senza rimuovere la medicazione. Questo aiuta a monitorare anche la cute perilesionale. Il film trasparente è impermeabile ai liquidi, ai batteri e ai virus ma permette il passaggio del vapore acqueo, garantendo sia protezione che traspirazione della cute. Sono indicati per ferite con essudato basso o assente, per la copertura di ferite chirurgiche chiuse nelle prime fasi, per il fissaggio di garze sterili e come medicazione secondaria di fissaggio. Non sono adatti per ferite con essudato abbondante, in quanto l’accumulo di liquido sotto il film trasparente può favorire la macerazione e la proliferazione batterica.
Medicazioni adesive con tampone assorbente (cerotti sterili)
Le medicazioni adesive con tampone assorbente centrale, note comunemente come cerotti sterili da medicazione, sono il presidio di copertura chirurgica più diffuso per la gestione domiciliare delle ferite chirurgiche pulite. Queste medicazioni contengono un tampone assorbente centrale. Uno strato microforato favorisce il drenaggio dell’essudato e impedisce l’adesione alla ferita. Il cerotto sterile standard è indicato per ferite con essudato basso o medio, per suture cutanee nelle fasi avanzate di guarigione, e per la gestione domiciliare dopo la dimissione ospedaliera. La medicazione della ferita chirurgica con cerotto sterile va sostituita, salvo diverse indicazioni del chirurgo, una volta ogni 7 giorni o prima se visibilmente sporca, bagnata o non adeguatamente adesa alla cute.
Medicazioni impermeabili post operatorie
Le medicazioni impermeabili post operatorie combinano le caratteristiche del film trasparente con un tampone assorbente centrale, offrendo protezione completa dall’acqua e dagli agenti contaminanti esterni, assorbenza dell’essudato e traspirazione della cute perilesionale in un unico presidio. Sono la scelta ideale per i pazienti che devono fare la doccia o il bagno senza rimuovere la medicazione avanzata, per le ferite posizionate in zone soggette a umidità o sudorazione e per le situazioni in cui è necessario ridurre al minimo i cambi di medicazione favorendo la cosiddetta guarigione indisturbata. Le medicazioni impermeabili possono restare applicate fino a 7 giorni. Questo riduce le manipolazioni della ferita e il rischio di contaminazione.
Nella categoria Medicazione dell’ecommerce medicalmarket.it trovi una selezione completa di prodotti per la gestione della ferita chirurgica a domicilio e in ambito professionale. Di seguito alcuni presidi specifici disponibili:
- Medicazione adesiva sterile con tampone assorbente: cerotto sterile con tampone centrale a bassa aderenza, ideale per la gestione domiciliare di ferite chirurgiche pulite con essudato basso o medio.
- Medicazione in film trasparente in poliuretano: pellicola semipermeabile sterile, impermeabile e traspirante, per la copertura di ferite chirurgiche chiuse e il fissaggio di medicazioni secondarie.
- Medicazione impermeabile post operatoria con tampone: presidio combinato impermeabile all’acqua con tampone assorbente centrale, per la gestione continuativa della ferita chirurgica anche durante la doccia.
- Cerotto sterile ipoallergenico per cute sensibile: medicazione adesiva con collante a base siliconica o acrilica ipoallergenica, indicata per cute fragile, anziani e pazienti con pelle compromessa.
Medicazioni avanzate in schiuma di poliuretano
Le medicazioni in schiuma di poliuretano sono adatte a ferite con molto essudato. Aiutano a controllare meglio l’umidità. La struttura alveolare della schiuma garantisce un’elevata capacità di assorbimento dell’essudato, mantenendolo lontano dalla superficie della ferita e prevenendo la macerazione della cute perilesionale. Alcune versioni sono dotate di adesivo in silicone medicale al bordo, che permette una rimozione atraumatica particolarmente indicata per la cute fragile e per i pazienti anziani. Sono utilizzate principalmente in ambito professionale per ferite chirurgiche con complicanze o per la gestione di ulcere e lesioni croniche che possono comparire nel post operatorio.
La cute fragile e il problema delle MARSI
La gestione della cute fragile richiede particolare attenzione dopo un intervento chirurgico. Questo vale soprattutto per anziani, diabetici e pazienti oncologici. In queste popolazioni, la gestione del presidio di copertura chirurgica richiede una particolare attenzione nella scelta del tipo di adesivo e nella tecnica di rimozione.
Le lesioni cutanee causate dai dispositivi adesivi vengono chiamate MARSI. Il termine deriva dall’inglese Medical Adhesive-Related Skin Injuries. Le MARSI comprendono eritema, lacerazioni cutanee, dermatiti e macerazione. Questi problemi persistono per oltre 30 minuti dopo la rimozione della medicazione. Una revisione della letteratura ha evidenziato che le MARSI sono dovute principalmente a lacerazione dei tessuti connessa alla rimozione delle medicazioni e a dermatiti da contatto, con una prevalenza che negli studi osservazionali varia dal 3,4% al 25% dei pazienti ricoverati.
Nei pazienti anziani l’incidenza di queste problematiche è più alta rispetto alla popolazione generale. La cute senile perde elasticità, spessore e resistenza meccanica. Anche una rimozione brusca del cerotto può causare lacerazioni cutanee. La ferita chirurgica può provocare edema perilesionale. Questo rende la cute circostante più fragile e vulnerabile.
Come scegliere la medicazione giusta per la cute fragile
In presenza di cute fragile o compromessa, la scelta del presidio di copertura chirurgica deve privilegiare alcune caratteristiche specifiche rispetto ai prodotti standard. La scelta dell’adesivo è fondamentale nella cute fragile. Gli adesivi acrilici possono risultare troppo aggressivi, mentre quelli siliconici permettono una rimozione più delicata.
- Le medicazioni con silicone medicale sono più indicate per la cute fragile. Il silicone aderisce bene ma permette una rimozione meno traumatica. Le medicazioni siliconiche causano meno dolore rispetto agli adesivi acrilici tradizionali. Inoltre riducono il rischio di danni cutanei.
- Scegliere film trasparenti con adesivo ipoallergenico e bassa aggressività cutanea: per le ferite chirurgiche con scarso essudato su cute fragile, le pellicole in poliuretano con collante acrilico ipoallergenico privo di lattice offrono protezione impermeabile e traspirazione della cute riducendo il rischio di reazioni cutanee. Alcune formulazioni sono specificamente progettate per le pelli sensibili di anziani e neonati, con un profilo di adesione calibrato per minimizzare il danno alla rimozione.
- Evitare di applicare cerotti sterili o medicazioni adesive direttamente su cute già lacerata o con epidermide separata dal derma: in questi casi è preferibile utilizzare medicazioni non adesive come schiume in poliuretano senza bordo adesivo, alginati o medicazioni a bassa aderenza, fissate con bendaggio tubolare elastico o rete elastica non adesiva piuttosto che con adesivi a contatto diretto con la pelle compromessa.
- Applicare la medicazione avanzata senza tensione, adattandola naturalmente alla morfologia del corpo senza tirare i bordi: ogni tensione esercitata dalla medicazione sulla cute perilesionale costituisce un fattore di rischio per le MARSI, soprattutto nelle zone soggette a movimento come ginocchio, gomito o caviglia, dove la cute si muove e si distende a ogni flessione.
La rimozione atraumatica: tecnica e prodotti di supporto
La rimozione atraumatica della medicazione post operatoria è uno degli aspetti più critici e spesso più trascurati nella gestione domiciliare delle ferite chirurgiche. Una rimozione brusca, eseguita tirando il cerotto sterile perpendicolarmente alla cute, è la causa più comune di lacerazioni epidermiche, dolore intenso e MARSI nei pazienti con cute fragile. La tecnica corretta è semplice ma richiede attenzione e pazienza, soprattutto per chi assiste un familiare anziano o un paziente con difficoltà di collaborazione.
Tecnica di rimozione passo per passo
Prima di rimuovere qualsiasi medicazione della ferita chirurgica, è fondamentale lavarsi accuratamente le mani con acqua e sapone per almeno 40 secondi, o usare gel idroalcolico se le mani sono visibilmente pulite. La sequenza corretta per una rimozione atraumatica del presidio di copertura chirurgica è la seguente:
- Sollevare un angolo del cerotto sterile o della medicazione avanzata tenendo l’unghia o il polpastrello parallelo alla superficie cutanea, non perpendicolare ad essa. La direzione di rimozione deve essere parallela alla cute, procedendo lentamente in direzione della crescita dei peli. Tirare il presidio verso l’alto, perpendicolarmente, aumenta drammaticamente la forza di trazione necessaria per il distacco e il rischio di danno cutaneo.
- Con la mano libera, esercitare una leggera controspinta sulla cute adiacente al bordo della medicazione nel senso opposto alla direzione di rimozione. Questa tecnica di “contro-trazione” riduce significativamente la forza di strappo che si scarica sull’epidermide e minimizza il rischio di lacerazione, soprattutto nelle cute fragili o tese per l’edema perilesionale post chirurgico.
- Se la medicazione della ferita chirurgica è particolarmente aderente o se la cute appare molto sottile e fragile, inumidire i bordi con soluzione fisiologica o con acqua tiepida prima di tentare la rimozione. Il calore e l’umidità ammorbidiscono l’adesivo, riducendo la forza necessaria per il distacco. Questa procedura è particolarmente utile per i film trasparenti in poliuretano applicati da più giorni.
- In caso di aderenza persistente nonostante l’inumidimento, utilizzare spray o salviette specifici per la rimozione degli adesivi medici, disponibili in commercio come prodotti dedicati alla gestione delle MARSI. Questi prodotti, generalmente a base siliconica, penetrano tra l’adesivo e la cute sciogliendo il legame senza danneggiare l’epidermide e senza lasciare residui sulla cute perilesionale.
Cosa fare dopo la rimozione
Una volta rimossa la medicazione post operatoria, occorre valutare attentamente le condizioni della ferita chirurgica e della cute circostante prima di applicare il nuovo presidio di copertura. La valutazione deve includere il colore e lo stato dei bordi della ferita, la presenza e la quantità di essudato, la presenza di odori anomali, l’aspetto della cute perilesionale (arrossamento, edema, macerazione, lacerazioni). La ferita va detersa con abbondante soluzione fisiologica sterile, procedendo dal centro verso l’esterno con movimenti delicati e mai sfreganti. La cute perilesionale deve essere asciugata tamponando con garza sterile prima di applicare la nuova medicazione della ferita chirurgica.
Quando non cambiare la medicazione: il principio della guarigione indisturbata
Un concetto fondamentale nella gestione moderna delle ferite chirurgiche, confermato da una serie di consensus internazionali di esperti del settore, è quello della guarigione indisturbata (dall’inglese Undisturbed Wound Healing). Questo principio afferma che cambiare la medicazione avanzata meno frequentemente, nei limiti consentiti dalla clinica, favorisce una guarigione più rapida e di migliore qualità rispetto ai cambi frequenti tradizionalmente diffusi.
Ogni cambio di presidio di copertura chirurgica comporta una perturbazione dell’ambiente di guarigione: rimozione meccanica di cellule neoformate, raffreddamento della ferita, esposizione temporanea all’aria, rischio di contaminazione durante la manipolazione e trauma all’epidermide fragile perilesionale. Le medicazioni avanzate moderne, progettate per permanenze prolungate (fino a 7 giorni), consentono di ridurre queste perturbazioni al minimo necessario.
La medicazione post operatoria delle ferite pulite suturate non va cambiata nelle prime 48 ore salvo che non si presenti visibilmente sporca di sangue, siero o altri materiali. Dopo le prime 48 ore e fino alla rimozione dei punti, il chirurgo indicherà la frequenza di sostituzione più adatta al tipo di intervento eseguito e alle caratteristiche della ferita del singolo paziente. In molti casi, per ferite pulite chiuse con punti riassorbibili, può essere sufficiente un solo controllo domiciliare a distanza di 7 giorni prima del controllo ambulatoriale programmato.
Segnali di allarme: quando contattare il medico
Conoscere i segnali che indicano una complicanza della ferita chirurgica è indispensabile per chi gestisce una medicazione post operatoria a domicilio. Alcune variazioni nell’aspetto della ferita e della cute perilesionale sono normali nelle prime settimane e non richiedono intervento immediato; altre sono indicatori precoci di infezione del sito chirurgico o di deiscenza e richiedono una valutazione medica tempestiva.
- Aumento del dolore nella zona della ferita chirurgica dopo le prime 48 ore dall’intervento: un dolore che si attenua progressivamente nei giorni successivi è normale; un dolore che aumenta o che si acuisce improvvisamente è un segnale che qualcosa non va e richiede valutazione professionale immediata.
- Arrossamento marcato, calore e gonfiore progressivo attorno ai bordi della ferita, specialmente se si estendono oltre la zona immediatamente perilesionale: questi segni indicano un processo infiammatorio che potrebbe evolvere in infezione del sito chirurgico e richiedono un esame medico prima di procedere con il cambio ordinario della medicazione della ferita chirurgica.
- Fuoriuscita di liquido dalla ferita chirurgica oltre le prime 24 o 48 ore post operatorie: una piccola quantità di essudato sieroso o siero ematico nelle prime ore è normale; una secrezione abbondante, torbida, giallo-verdastra o maleodorante nelle ore e nei giorni successivi è un segnale di possibile infezione che impone la valutazione medica urgente.
- Apertura dei margini della ferita chirurgica, anche parziale: la deiscenza della ferita, ovvero la riapertura totale o parziale dell’incisione, può verificarsi nei primi giorni o nelle prime settimane dopo l’intervento. Non tentare di richiudere autonomamente i margini, ma coprire la zona con una medicazione sterile pulita e contattare il chirurgo il prima possibile.
- Febbre superiore a 38 gradi comparsa nei giorni successivi all’intervento, non spiegata da altre cause: la febbre è uno dei segnali sistemici più precoci di infezione del sito chirurgico e deve sempre essere segnalata al medico in corso di convalescenza post operatoria.
Segnali che richiedono un controllo medico
I segnali che devono spingere a contattare il chirurgo o il medico di riferimento senza attendere il controllo programmato sono i seguenti:
La doccia con la medicazione post operatoria: cosa è possibile fare
Una delle domande più frequenti dei pazienti dimessi dopo un intervento chirurgico riguarda la possibilità di fare la doccia con la medicazione in sede. La risposta dipende in modo diretto dal tipo di presidio di copertura chirurgica utilizzato e dalle indicazioni specifiche del chirurgo. Le medicazioni impermeabili post operatorie uniscono film trasparente e tampone assorbente. Offrono protezione dall’acqua e assorbono l’essudato. La condizione essenziale è che i bordi adesivi siano perfettamente integri e aderenti alla cute perilesionale: se un angolo si è sollevato, l’impermeabilità non è più garantita e la doccia potrebbe bagnare la ferita chirurgica e la medicazione.
Le medicazioni in garza sterile tradizionale, non impermeabilizzate, non devono essere bagnate. In questi casi, il paziente può proteggerle avvolgendo la zona con pellicola alimentare trasparente fissata con cerotto sulle zone sane adiacenti, oppure utilizzando sacche impermeabili apposite disponibili in farmacia, fino a che il chirurgo non autorizza la doccia diretta sulla ferita. In ogni caso, le prime 24 ore dopo l’intervento la ferita non deve essere bagnata.
Tabella riepilogativa: quale medicazione per quale situazione
La scelta del presidio di copertura chirurgica dipende da diversi fattori che devono essere valutati congiuntamente dal professionista sanitario e dal paziente, tenendo conto delle caratteristiche della ferita, della fase di guarigione, della presenza di cute fragile e della necessità di impermeabilità.
| Situazione clinica | Tipo di medicazione consigliato | Note principali |
|---|---|---|
| Ferita chirurgica pulita, essudato basso | Cerotto sterile con tampone assorbente | Cambio ogni 7 giorni o se sporca |
| Ferita con necessità di monitoraggio visivo | Film trasparente in poliuretano | Permette controllo senza rimozione |
| Ferita in zona esposta a umidità o doccia | Medicazione impermeabile post operatoria | Resistente all’acqua fino a 7 giorni |
| Cute fragile, anziani, pelle compromessa | Medicazione con adesivo in silicone | Rimozione atraumatica, meno dolore |
| Ferita con essudato moderato o abbondante | Schiuma di poliuretano assorbente | Gestione professionale consigliata |
| Ferita in zona articolare o ad alto movimento | Medicazione conformabile, bordi arrotondati | Evitare tensione sul bordo adesivo |
Domande frequenti sulla medicazione post operatoria
Ogni quanti giorni va cambiata la medicazione post operatoria?
La frequenza di cambio dipende dal tipo di presidio di copertura chirurgica e dalla condizione della ferita. In generale, le medicazioni delle ferite chirurgiche pulite non devono essere cambiate nelle prime 48 ore dopo l’intervento. In seguito, salvo diverse indicazioni del chirurgo, una medicazione sterile integra e asciutta può essere mantenuta in sede fino a 7 giorni. Va cambiata prima se visibilmente sporca, bagnata, sollevata sui bordi o in presenza di segni di complicanza. Seguire sempre le indicazioni ricevute alla dimissione.
Si può fare la doccia con la medicazione post operatoria?
Dipende dal tipo di presidio utilizzato. Le medicazioni impermeabili in film di poliuretano e le medicazioni impermeabili post operatorie con tampone resistono all’acqua e consentono di fare la doccia senza rimuoverle, a condizione che i bordi siano perfettamente integri. Le medicazioni in garza sterile tradizionale non sono impermeabili e devono essere protette durante la doccia. Il chirurgo fornirà indicazioni specifiche in base al tipo di intervento eseguito.
La ferita prurito durante la guarigione: è normale?
Il prurito è un sintomo molto comune nelle ferite in fase di guarigione, specialmente durante la fase proliferativa, ed è generalmente dovuto alla rigenerazione dei nervi cutanei nell’area interessata dall’incisione. È un segnale fisiologico, non necessariamente indicativo di infezione. Tuttavia, se il prurito è accompagnato da arrossamento progressivo, calore, gonfiore o secrezioni anomale dalla ferita chirurgica, è opportuno contattare il medico per una valutazione.
Cosa fare se la medicazione si stacca prima del previsto?
Se la medicazione della ferita chirurgica si stacca parzialmente o totalmente prima del cambio programmato, è necessario coprire nuovamente la ferita con una medicazione sterile pulita il prima possibile, evitando di toccare la ferita con le mani non lavate. Se non si dispone di materiale sterile, coprire temporaneamente con una garza pulita e contattare il medico o l’infermiere di riferimento per le istruzioni sul tipo di presidio di copertura chirurgica più adatto da applicare.
Come si riconosce un’infezione della ferita chirurgica?
I principali segnali di una possibile infezione del sito chirurgico sono: arrossamento progressivo e calore attorno ai bordi della ferita, gonfiore in aumento, dolore crescente anziché in diminuzione, fuoriuscita di liquido torbido o purulento con eventuale cattivo odore, febbre superiore a 38 gradi. In presenza di uno o più di questi segnali, è necessario contattare il chirurgo o il medico di riferimento senza attendere il controllo programmato.
La medicazione post operatoria è detraibile fiscalmente?
In Italia, le medicazioni classificate come dispositivi medici di Classe I (riconoscibili dal marchio CE e dalla dicitura dispositivo medico sul packaging) sono detraibili al 19% nella dichiarazione dei redditi, sulla parte eccedente la franchigia vigente. È necessario conservare la ricevuta fiscale con il proprio codice fiscale. Per i dettagli aggiornati sulle modalità di detrazione è consigliabile fare riferimento alle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate o consultare un commercialista.