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SOLUZIONI DI NOLEGGIO

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Il set sutura è uno strumento indispensabile negli ambulatori medici e infermieristici per eseguire suture in sicurezza e mantenere la sterilità del campo operatorio. La guida analizza i principali strumenti chirurgici utilizzati durante la sutura, come portaaghi chirurgico, pinze, forbici e pinze emostatiche.

Sutura in ambulatorio: strumenti essenziali, fili e gestione sterile

La sutura di una ferita in ambulatorio è una delle procedure mediche più comuni nella pratica clinica quotidiana, tanto nei pronto soccorso quanto negli studi medici di medicina generale, nei poliambulatori specialistici e negli ambulatori infermieristici. Nonostante la sua frequenza, si tratta di una procedura che richiede una preparazione accurata, strumenti adeguati e una gestione rigorosa della sterilità per garantire la sicurezza del paziente e il buon esito della guarigione.

Scegliere il kit sutura giusto, conoscere le differenze tra i tipi di portaaghi chirurgico, saper orientarsi tra le decine di materiali di sutura disponibili e allestire correttamente un campo asettico sono competenze fondamentali per qualsiasi professionista sanitario che esegua questa procedura in ambito ambulatoriale. Questa guida affronta in modo sistematico tutti questi aspetti, con riferimenti agli strumenti più utilizzati nella pratica clinica e alle principali indicazioni sulla gestione del materiale sterile.

⚠️ Disclaimer
Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere esclusivamente indicativo e divulgativo. La sutura di ferite è una procedura medica che deve essere eseguita esclusivamente da professionisti sanitari abilitati (medici, infermieri con le relative competenze) in ambito appropriato. Qualsiasi decisione relativa alla scelta degli strumenti, dei materiali di sutura e delle tecniche di gestione sterile deve essere presa in accordo con la formazione specifica del professionista e con i protocolli della struttura in cui opera. Non sostituire mai il parere di uno specialista con le informazioni trovate online.

Perché un set sutura completo è fondamentale in ambulatorio

Un ambulatorio medico che esegua suture di ferite, sia traumatiche che chirurgiche, deve sempre disporre di una dotazione per sutura chirurgica completa, organizzata e pronta all’uso. Avere tutti gli strumenti pronti migliora il lavoro dell’operatore. Inoltre aumenta la sicurezza della procedura.

Durante una sutura è fondamentale mantenere la sterilità del campo operatorio. Interrompere la procedura per cercare uno strumento mancante aumenta il rischio di contaminazione e prolunga l’esposizione della ferita.

Un kit sutura ambulatoriale comprende diversi strumenti essenziali. Tra questi ci sono portaaghi chirurgico, pinze, forbici da sutura, pinze emostatiche e garze sterili. Il materiale di sutura viene scelto in base al tipo di ferita. A questo strumentario di base si aggiungono i presidi per la gestione sterile del campo: guanti sterili, teli fenestrati, antisettico cutaneo e medicazione sterile per la copertura finale della ferita suturata.

I componenti del set sutura: strumento per strumento

Conoscere in dettaglio ogni componente della dotazione per sutura chirurgica è il primo passo per scegliere correttamente il materiale e per usarlo in modo efficace durante la procedura. Di seguito una descrizione delle principali categorie di strumenti presenti in un kit sutura ambulatoriale professionale.

Il portaaghi chirurgico: tipologie e criteri di scelta

Il portaaghi chirurgico è lo strumento utilizzato per guidare l’ago da sutura nei tessuti. Garantisce precisione e controllo durante la procedura. È composto da due branche con ganasce seghettate o con inserti in carburo di tungsteno, un meccanismo di blocco a cricchetto che consente di mantenere l’ago in posizione stabile durante il passaggio nel tessuto, e impugnature ad anelli per le dita.

I portaaghi chirurgici si distinguono per forma, dimensioni e utilizzo clinico.

  • Portaaghi Mayo Hegar: il modello più diffuso in assoluto negli ambulatori di medicina generale e nei pronto soccorso. Il portaaghi Mayo Hegar è dotato di ganasce robuste e larghe, con dentellature trasversali o incrociate che garantiscono una presa salda sugli aghi di medie e grandi dimensioni. È lo strumento ideale per le suture cutanee di routine, per le ferite superficiali e per le procedure ambulatoriali di media complessità. Disponibile in diverse lunghezze, dalle versioni più corte da 14 centimetri fino a quelle più lunghe da 26 o 30 centimetri per l’accesso a ferite profonde o in zone difficilmente raggiungibili.
  • Portaaghi Olsen Hegar: una variante del Mayo Hegar che incorpora nella struttura anche una lama da forbice nella zona delle ganasce. Questo modello permette di tagliare il filo senza cambiare strumento. Per questo motivo è molto usato nelle suture continue e nelle procedure rapide.
  • Portaaghi Castroviejo: uno strumento di sutura molto più fine e delicato rispetto alle versioni standard, utilizzato per procedure microchirurgiche, chirurgia oftalmica, chirurgia plastica e facciale, e in tutte le situazioni in cui è necessaria una precisione estrema nella manovra dell’ago.
  • Portaaghi Crile Wood: un portaaghi chirurgico di dimensioni intermedie tra il Mayo Hegar e il Castroviejo, indicato per procedure di media delicatezza come le suture intradermiche e le suture in aree anatomiche con tessuti più sottili.

Le pinze chirurgiche: anatomica, dentata e da dissezione

Le pinze chirurgiche sono indispensabili durante una sutura. Servono a manipolare i tessuti in modo preciso. A differenza del portaaghi chirurgico, che è progettato per manovrare l’ago, le pinze servono a sollevare, trattenere e orientare i lembi della ferita durante il passaggio dell’ago e per la gestione dei tessuti molli.

La scelta della pinza chirurgica varia in base al tipo di tessuto da trattare.

  • Pinza anatomica (o liscia): priva di denti, con punte lisce o con dentellature molto fini. È la più delicata e viene utilizzata per la manipolazione di tessuti fragili, mucose, vasi sanguigni e piani profondi dove una presa aggressiva causerebbe danni. Nell’ambito del set sutura ambulatoriale è indicata per la manipolazione del tessuto sottocutaneo e per la sutura in aree sensibili come il viso.
  • Pinza chirurgica dentata (o con denti): dotata di uno o più denti all’estremità delle punte, garantisce una presa più sicura sui tessuti cutanei resistenti. È la scelta più comune per le suture cutanee standard, dove la maggiore presa compensa la minore delicatezza. Evitare di utilizzare la pinza dentata su mucose, vasi o tessuti delicati.
  • Pinza Adson: una pinza di dimensioni ridotte con punte molto fini, disponibile sia in versione anatomica che dentata. È particolarmente indicata per le suture facciali, per la chirurgia della mano e per tutte le procedure ambulatoriali che richiedono una manipolazione precisa di tessuti in spazi ristretti o in aree esteticamente rilevanti.

Le forbici chirurgiche: da sutura, Mayo e Metzenbaum

Le forbici chirurgiche sono indispensabili in qualsiasi set sutura ambulatoriale.

In un kit sutura ambulatoriale completo sono presenti almeno due tipologie di forbici con funzioni diverse, che non devono mai essere scambiate tra loro per evitare di compromettere il taglio dei tessuti o del materiale di sutura.

  • Forbici da sutura (o da legatura): le forbici più comunemente incluse nel set sutura ambulatoriale per il taglio del filo chirurgico dopo l’esecuzione del nodo. Hanno lame robuste e punte smusse o semi-appuntite, progettate per tagliare in modo netto e preciso il materiale di sutura senza danneggiare i tessuti circostanti. Non devono essere usate per tagliare tessuti biologici perché la lama si smusmerebbe rapidamente.
  • Forbici Mayo: forbici robuste con lame dritte o curve e punte smusse, utilizzate per la dissezione di tessuti resistenti e per il taglio di strutture fibrose. Le forbici Mayo rette sono usate per tagliare fili spessi e lavorare in superficie. Le versioni curve sono più adatte ai piani profondi.
  • Forbici Metzenbaum: forbici sottili con lame lunghe e punte finissime, progettate per la dissezione delicata di tessuti molli. Queste forbici vengono usate per mobilizzare i lembi cutanei. Sono utili anche nella preparazione della ferita prima della sutura.
  • Forbici Iris: versione più piccola e fine delle forbici standard, con lame dritte o curve e punte finissime o smusse. Sono lo strumento di taglio indicato per le suture facciali, la chirurgia oftalmica e per tutte le procedure che richiedono un controllo molto preciso del taglio in spazi ristretti.

Le pinze emostatiche: Kocher, Kelly e Mosquito

Le pinze emostatiche servono a controllare il sanguinamento durante la sutura. Possono essere utilizzate anche per la trazione dei tessuti profondi. Le pinze emostatiche hanno un sistema di blocco a cricchetto. Questo permette di mantenere la compressione senza esercitare pressione continua con la mano.

Le principali tipologie di pinze emostatiche presenti in un set sutura ambulatoriale completo sono la pinza Mosquito (la più piccola, per vasi di piccolo calibro e procedure delicate), la pinza Kelly (di dimensioni intermedie, per uso generale in chirurgia ambulatoriale) e la pinza Kocher (più robusta, con dentatura a denti all’estremità delle punte per una presa più aggressiva su tessuti resistenti). Tutte e tre sono disponibili sia in versione retta che curva.

I fili di sutura: riassorbibili e non riassorbibili

Come scegliere il filo chirurgico corretto

La scelta del materiale di sutura è uno degli aspetti più critici nella gestione di una ferita in ambulatorio. Non esiste un filo chirurgico adatto a tutte le ferite. La scelta dipende dalla sede anatomica e dal tipo di sutura. Il professionista sanitario deve scegliere il filo chirurgico in base al tipo di ferita e alla sede anatomica, tra cui la sede della ferita, la profondità dei piani da suturare, la resistenza meccanica necessaria, il tempo di guarigione previsto e la necessità o meno di rimuovere i punti in un secondo momento.

La classificazione fondamentale del filo chirurgico divide i materiali di sutura in due grandi categorie: riassorbibili e non riassorbibili.

Questa distinzione è fondamentale nella scelta del filo chirurgico. Determina infatti se il materiale dovrà essere rimosso o riassorbito dall’organismo.

Fili riassorbibili: quando e perché usarli

Le suture riassorbibili sono fili chirurgici che vengono degradati e assorbiti dall’organismo nel tempo attraverso processi di idrolisi o di degradazione enzimatica, senza necessità di rimozione manuale. I fili riassorbibili sono usati soprattutto nei piani profondi e nelle mucose. In queste aree la rimozione dei punti sarebbe difficile o dolorosa.

I principali materiali di sutura riassorbibile disponibili nel kit sutura moderno sono:

  • Acido poliglicolico (PGA, commercializzato come Dexon): uno dei materiali di sutura sintetici riassorbibili più diffusi, disponibile in versione intrecciata. Viene degradato per idrolisi in circa 60 o 90 giorni. Offre buona resistenza alla trazione nelle prime settimane e provoca una reazione tissutale moderata. È utilizzato per le suture dei piani profondi nelle ferite cutanee, nelle suture gastrointestinali e in ginecologia.
  • Poliglactina 910 (commercializzata come Vicryl): il materiale di sutura riassorbibile sintetico più utilizzato al mondo, disponibile in versione intrecciata e monofilamento. Viene assorbito in circa 60 giorni. Provoca una reazione tissutale molto ridotta, offre ottima maneggevolezza e buona tenuta del nodo. È indicato per le suture dei piani superficiali, per le suture intradermiche e per tutti i distretti anatomici in cui si desideri una guarigione progressiva senza punti visibili.
  • Polidiossanone (PDO o PDS): un monofilamento sintetico riassorbibile con tempi di assorbimento più lunghi rispetto ai precedenti, nell’ordine di 180 giorni. La struttura monofilamento riduce la capillarità. In questo modo diminuisce anche il rischio di contaminazione batterica. È indicato per le suture che devono mantenere la tensione più a lungo, come nelle suture fasciali e nelle suture di tessuti a guarigione lenta.

Fili non riassorbibili: quando è necessario rimuovere i punti

I fili non riassorbibili non vengono degradati dall’organismo. Per questo motivo devono essere rimossi dopo la guarigione.

I principali materiali di sutura non riassorbibile sono:

  • Nylon (poliammide): il materiale di sutura non riassorbibile più diffuso in assoluto per le suture cutanee ambulatoriali. Disponibile come monofilamento, offre ottima resistenza alla trazione, minima reazione tissutale, assenza di capillarità e ottima tolleranza biologica. È il filo chirurgico di elezione per le suture cutanee facciali, le suture intradermatiche e tutte le applicazioni in cui la reazione tessutale deve essere minimizzata. Il calibro più usato in ambulatorio va dal 3/0 al 5/0 per le suture cutanee standard e al 6/0 per le suture facciali.
  • Polipropilene (Prolene): un monofilamento sintetico non riassorbibile con caratteristiche simili al nylon ma con una memoria elastica maggiore che lo rende particolarmente indicato per le suture vascolari e cardiovascolari. In ambito ambulatoriale viene utilizzato per le suture cutanee intradermatiche continue, dove la sua elasticità facilita la gestione della tensione lungo la linea di sutura.
  • Seta: un materiale di sutura naturale non riassorbibile, intrecciato, con ottima maneggevolezza e tenuta del nodo. Pur provocando una reazione tissutale maggiore rispetto ai materiali sintetici, è ancora utilizzato in odontoiatria, chirurgia oftalmologica e in alcune applicazioni specifiche dove la maneggevolezza è prioritaria rispetto alla minima reazione biologica.
  • Acciaio inossidabile: il materiale di sutura con la maggiore resistenza alla trazione e la minima reazione tissutale, utilizzato per le suture sternali in cardiochirurgia, per le suture tendinee e per le applicazioni ortopediche dove è richiesta la massima solidità meccanica. In ambito ambulatoriale il suo uso è limitato a specifiche procedure ortopediche o specialistiche.

La classificazione del calibro del filo chirurgico

Il calibro del filo chirurgico è indicato con un sistema numerico che può generare confusione se non si conosce la convenzione adottata. In Italia e in Europa si usa prevalentemente il sistema della Farmacopea Europea, che esprime il calibro con numeri decimali (da 0,1 a 8), mentre negli USA è più diffuso il sistema USP che usa frazioni con lo zero (da 11/0 a 5). Nei prodotti commerciali è comune trovare entrambe le indicazioni sulla confezione del materiale di sutura. Più il numero di zeri è alto, più il filo chirurgico è sottile. Calibri come 2/0 o 0 indicano invece fili più spessi e resistenti.

I tempi di rimozione dipendono dalla sede anatomica e dalla velocità di guarigione della ferita.

Tempi medi di rimozione dei punti

Sede della sutura Calibro consigliato Materiale frequente
Suture cutanee facciali 5/0 o 6/0 Nylon monofilamento
Suture cutanee tronco e arti 3/0 o 4/0 Nylon o polipropilene
Suture sottocutanee 3/0 o 4/0 Poliglactina (Vicryl)
Suture fasciali 0 o 1 PGA o PDO
Suture mucose (orale, intestinale) 3/0 o 4/0 Poliglactina riassorbibile

Gli aghi da sutura: geometria e tipologie

L’ago da sutura è parte integrante del materiale di sutura e ne determina in modo significativo la facilità di utilizzo e la qualità del risultato. Nella grande maggioranza dei prodotti commerciali moderni, l’ago è fissato direttamente al filo chirurgico tramite una giunzione permanente (ago accoppiato o swaged), eliminando la necessità di infilare il filo nell’occhiello dell’ago e riducendo il trauma tissutale al passaggio. Gli aghi da sutura si distinguono per la curvatura, la forma della sezione trasversale e le dimensioni.

Curvatura e punta degli aghi chirurgici

In termini di curvatura, gli aghi da sutura più comuni sono l’ago curvo a tre ottavi di cerchio (il più usato in ambito ambulatoriale per le suture cutanee superficiali), l’ago curvo a mezzo cerchio (per le suture in spazi profondi o in aree ristrette) e l’ago dritto (per le suture intradermatiche e per alcune suture vascolari). In termini di sezione trasversale, si distingue tra ago a punta rotonda o tonda smussa (per i tessuti molli e le mucose, dove si vuole separare le fibre senza tagliarle) e ago a taglio inverso o tagliente (per i tessuti cutanei resistenti, dove è necessario tagliare le fibre per facilitare il passaggio dell’ago).

Allestimento del campo sterile in ambulatorio

La preparazione del campo sterile è fondamentale prima di qualsiasi sutura ambulatoriale.

I passaggi fondamentali sono:

  • Igiene delle mani dell’operatore: il lavaggio chirurgico delle mani deve essere eseguito prima di indossare i guanti sterili, con sapone antisettico e acqua corrente per almeno 40 o 60 secondi, oppure con un gel a base alcolica per frizioni chirurgiche approvato per questo uso. Le mani lavate devono essere asciugate con garze sterili, procedendo dalle punte delle dita verso i polsi senza tornare indietro.
  • Preparazione della superficie di lavoro: il vassoio degli strumenti o il piano di lavoro su cui verrà disposto il kit sutura deve essere coperto con un telo sterile. Tutti gli strumenti chirurgici che entrano nel campo sterile devono essere sterili e devono essere prelevati dalle loro confezioni sterili senza che la mano non sterile dell’assistente tocchi il contenuto. L’assistente apre la busta sterile tenendo i bordi verso l’esterno mentre lo strumentista preleva il contenuto con guanti sterili.
  • Preparazione del paziente e del sito chirurgico: la cute attorno alla ferita deve essere detergente accuratamente con soluzione fisiologica o con antisettico cutaneo applicato in cerchi concentrici a partire dall’area della ferita verso la periferia, senza mai ripassare su aree già trattate. La disinfezione preoperatoria con antisettico a base di iodo polivinilpirrolidone o con clorexidina alcolica è indicata per ridurre la carica batterica cutanea prima della sutura. Il campo viene quindi delimitato con teli sterili fenestrati di dimensioni adeguate.
  • Disposizione degli strumenti: gli strumenti del set sutura devono essere disposti sul telo sterile in modo ordinato e logico, con il portaaghi chirurgico, le pinze e le forbici posizionati in modo da essere prontamente accessibili durante la procedura senza dover riorganizzare il campo sterile.

Strumenti e prodotti per il campo sterile

Per la gestione sterile dello strumentario e la dotazione per sutura chirurgica, sull’ecommerce medicalmarket.it puoi trovare una selezione completa di kit sutura e strumenti chirurgici per ambulatorio. Di seguito alcuni prodotti specifici disponibili:

Sterilizzazione e manutenzione degli strumenti riutilizzabili

Gli strumenti chirurgici in acciaio inossidabile che compongono il kit sutura riutilizzabile devono essere sottoposti a un ciclo completo di decontaminazione, detersione e sterilizzazione dopo ogni utilizzo, prima di essere impiegati nuovamente su un altro paziente. La sterilizzazione degli strumenti chirurgici è obbligatoria. Portaaghi, pinze e forbici devono sempre essere sterilizzati dopo ogni utilizzo.

Il processo standard di trattamento degli strumenti chirurgici riutilizzabili in ambulatorio prevede le seguenti fasi in sequenza:

  • Decontaminazione immediata: subito dopo l’uso, gli strumenti del set sutura devono essere immersi in una soluzione decontaminante o enzimatica per un tempo definito dal produttore del detergente, per inattivare i patogeni presenti e facilitare la successiva detersione.
  • Detersione meccanica o manuale: gli strumenti vengono lavati con acqua e detergente enzimatico, prestando particolare attenzione alle zone a rischio di accumulo di residui organici come le ganasce del portaaghi chirurgico, i meccanismi a cricchetto delle pinze emostatiche e le lame delle forbici.
  • Risciacquo e asciugatura: dopo la detersione gli strumenti vengono sciacquati abbondantemente con acqua distillata o demineralizzata per evitare depositi salini che potrebbero corrodere l’acciaio inossidabile nel tempo. L’asciugatura deve essere completa prima del confezionamento per la sterilizzazione, poiché l’umidità residua può compromettere l’efficacia del ciclo di autoclave.
  • Confezionamento e sterilizzazione in autoclave. Dopo l’asciugatura, gli strumenti vengono confezionati in buste sterili compatibili con l’autoclave. La sterilizzazione in autoclave a 121 gradi centigradi per 20 minuti o a 134 gradi per 4 minuti è il metodo di riferimento per gli strumenti chirurgici in acciaio inossidabile. Ogni ciclo di sterilizzazione deve essere documentato con la registrazione della data, del ciclo e delle condizioni di processo.

La medicazione sterile al termine della sutura

Al termine della procedura di sutura, la ferita suturata deve essere coperta con una medicazione sterile appropriata. La medicazione sterile protegge la ferita dalla contaminazione batterica. Aiuta anche ad assorbire l’essudato e a stabilizzare i lembi suturati.

In ambulatorio, le medicazioni sterili più utilizzate per la copertura post-sutura sono le medicazioni adesive con tampone assorbente centrale a bassa aderenza (che evita l’adesione al tessuto di granulazione e rende il cambio meno traumatico), le strisce di chiusura sterili (Steri-Strip) per il rinforzo dei bordi della sutura in ferite sottoposta a tensione, e i film trasparenti in poliuretano nelle ferite superficiali con scarso essudato previsto.

Nelle zone articolari può essere necessario un fissaggio supplementare. Questo aiuta a ridurre la tensione sulla linea di sutura.

Quando rimuovere i punti di sutura

I tempi di rimozione dei punti dipendono dalla sede anatomica e dalla velocità di guarigione della ferita.

In linea generale, le suture in aree ben vascolarizzate come il viso guariscono più rapidamente e i punti possono essere rimossi prima (tra 3 e 5 giorni), mentre le suture in aree a vascolarizzazione più scarsa o sottoposte a tensione meccanica elevata come schiena, pianta del piede e cuoio capelluto richiedono tempi più lunghi (tra 10 e 14 giorni).

Sede anatomica Giorni alla rimozione
Viso (fronte, guance, naso) 3 o 5 giorni
Cuoio capelluto 7 giorni
Tronco, addome 7 o 10 giorni
Arti superiori e inferiori 10 giorni
Schiena, pianta del piede 12 o 14 giorni
Articolazioni (ginocchio, gomito) 14 giorni

Domande frequenti su set sutura e strumentario ambulatoriale

Qual è la differenza tra portaaghi Mayo Hegar e Olsen Hegar?

Il portaaghi Mayo Hegar è un portaaghi chirurgico puro, progettato esclusivamente per manovrare l’ago da sutura. Il portaaghi Olsen Hegar incorpora nella struttura anche una lama da forbice, consentendo di tagliare il filo chirurgico dopo il nodo senza cambiare strumento.

Qual è la differenza tra filo sutura riassorbibile e non riassorbibile?

Il filo chirurgico riassorbibile viene degradato e assorbito dall’organismo nel tempo (da 60 a 180 giorni a seconda del materiale) senza necessità di rimozione, ed è utilizzato principalmente per i piani profondi e le mucose. Il filo non riassorbibile rimane nei tessuti indefinitamente e deve essere rimosso quando usato per le suture cutanee esterne.

Come si sterilizza correttamente un set sutura riutilizzabile?

Gli strumenti in acciaio inossidabile del kit sutura riutilizzabile devono essere prima decontaminati in soluzione enzimatica, poi lavati con detergente specifico, risciacquati con acqua distillata, asciugati completamente e infine sterilizzati in autoclave a vapore (121°C per 20 minuti o 134°C per 4 minuti) dopo confezionamento in buste sterili idonee.

Quante tipologie di forbici deve contenere un set sutura ambulatoriale?

Un kit sutura ambulatoriale completo dovrebbe contenere almeno due tipologie di forbici con funzioni distinte: le forbici da sutura (o da legatura) per il taglio del filo chirurgico, e le forbici Mayo o Metzenbaum per la dissezione dei tessuti. Non devono mai essere scambiate tra loro, perché l’uso delle forbici da sutura per tagliare i tessuti ne comprometterebbe il filo della lama, riducendone l’efficacia nel taglio preciso del materiale di sutura.

Che calibro di filo sutura usare per le suture facciali?

Per le suture cutanee facciali viene generalmente utilizzato un filo chirurgico di calibro 5/0 o 6/0, in nylon monofilamento non riassorbibile. Il calibro sottile riduce il trauma da passaggio dell’ago e minimizza le reazioni tissutali che potrebbero compromettere il risultato estetico della cicatrice. Per i piani sottocutanei del viso si usano fili riassorbibili in poliglactina di calibro 4/0 o 5/0.

Quando è necessario un telo sterile fenestrato durante la sutura in ambulatorio?

Il telo fenestrato sterile viene usato per delimitare il campo asettico attorno alla ferita da suturare, impedendo la contaminazione dell’area di lavoro da parte delle zone cutanee non deterse o degli indumenti del paziente. È indicato per tutte le suture di una certa estensione o complessità, per le suture in aree anatomiche difficili da isolare e per i piccoli interventi chirurgici ambulatoriali che richiedono un’ampia zona di campo sterile.

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